News EMERGENZA COVID, A NAPOLI I RAGAZZI DI TOBILI’ CONSEGNAGNO LA SPESA SOLIDALE. Notizie EMERGENZA COVID, A NAPOLI I RAGAZZI DI TOBILI’ CONSEGNAGNO LA SPESA SOLIDALE. 10 Aprile 2020 di Purelab S.R.L. Tempo di lettura 1 minuto I giovani rifugiati, che lavorano nel ristorante aperto dall’associazione, in questi giorni stanno collaborando come volontari con la cooperativa Less e portano alimenti e farmaci alle famiglie con difficoltà economiche. I locali sono chiusi, come in tutta in Italia. Ma in Campania un’ordinanza non consente nemmeno le consegne a domicilio. I ragazzi di Tobilì tuttavia non sono rimasti con le mani in mano. Tobilì è un’associazione di rifugiati che, dopo aver organizzato, grazie al finanziamento di PartecipAzione 2019, corsi di cucina e pasticceria per gli ospiti dello Sprar, ha aperto a Napoli un ristorante. Adesso, non potendo lavorare nemmeno come servizio di catering, sta collaborando con la cooperativa sociale Less: i membri dello staff consegnano pacchi alimentari sia ai napoletani che agli stranieri con difficoltà economiche. Grazie ai soldi della raccolta avviata da Less, insieme ai fondi di solidarietà messi a disposizione da diverse realtà (Banco di Napoli, supermercati, gruppi di cittadini e altri enti), riescono a fare la spesa per le famiglie bisognose dei quartieri Spagnoli, del rione Sanità e anche dell’hinterland: fino al 7 aprile hanno fatto un centinaio di consegne. La loro storia è stata raccontata anche dalla rivista americana Time in un articolo in cui spicca una foto di Nagi, Felix e Robert di Tobilì che acquistano frutta e verdura per i pacchi solidali. Per farne richiesta è stato attivato il numero verde 800-119-477: i cittadini in difficoltà possono chiamare per chiedere cibo, medicinali, supporto psicologico, disbrigo dei servizi postali e per gli stranieri orientamento ai servizi pubblici, assistenza legale e mediazione linguistica. Fa capo alla cooperativa Less anche un’altra bella iniziativa nata in questo periodo: i rifugiati dello Sprar di Napoli e Procida confezionano mascherine per i senzatetto, per le associazioni e per i privati che ne hanno bisogno. A realizzarle sono quattro sarte rifugiate e richiedenti asilo: Justina, Rachel, Zainab e Rhoda, provenienti dalla Nigeria e dalla Costa d’Avorio. E due sarti, Syll, senegalese, e Blessed, nigeriano, titolari di protezione internazionale. Share
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